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Antonino Di Vita (1926), allievo nell’Università Catania di Santo Mazzarino e di Guido Libertini, vi si laurea in Archeologia e Storia dell’arte greca e romana con dignità di stampa il 1 luglio 1947.

Ottiene il diploma di Perfezionamento con il massimo dei voti nella stessa disciplina nel luglio 1951 presso la Scuola Nazionale di Archeologia dell’Università di Roma, dopo un anno passato ad Atene (1950) quale vincitore di borsa di studio della Scuola.

Assistente volontario di Etruscologia negli anni 1948 e 1949 presso l’Università di Roma “La Sapienza”, è assistente di Archeologia Classica presso l’Università di Palermo per gli anni 1951-1955 e docente della stessa disciplina negli anni accademici 1951-1953.

Primo nel concorso nazionale per Ispettori archeologi del 1955, entra nel ruolo delle Soprintendenze alle Antichità e Belle Arti. Ispettore e poi direttore, quale vincitore di concorso interno, presta servizio nelle Soprintendenze di Siracusa, Roma (Etruria meridionale) e Firenze.

Dal 1958 libero docente di Archeologia e storia dell’Arte greca e romana, incaricato della stessa disciplina, e poi di Topografia antica presso l’Università di Perugia, vince lo straordinariato sempre di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana.

Professore straordinario, e poi ordinario, di Archeologia Classica nell’Università di Macerata dal 1968 al 2001; Preside della Facoltà di Lettere dal 1970 al 1974; prima Pro-rettore e poi Rettore della stessa Università dal 1974 al 1977. Membro della Consulta Regionale per i Beni culturali della Regione Marche, è dalla Regione scelto come suo rappresentante nella Consulta nazionale (1976-1977).

Direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene dal 1977 al 2000 (Vedi oltre “Bilancio di una direzione”).

Consigliere del governo libico per le antichità della Tripolitania tra il 1962 ed il 1965, e poi direttore di numerose Missioni archeologiche italiane in Algeria, Libia e Tunisia.

Dal 2004 Professore emerito dell’Università di Macerata.
Dal 2005 è anche Direttore del Centro di documentazione e ricerca sull’archeologia dell’Africa settentrionale dell’Università di Macerata.

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Ha tenuto lezioni e conferenze in molti centri universitari italiani ed europei, ma anche all’Università di Sidney, ed in quelle giapponesi di Tokyo e Kyoto.
Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei e membro di altre importanti istituzioni italiane e straniere , è Medaglia d’Oro al merito per i Beni Culturali; è Grande Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Cittadino onorario di Haghii Deka a Creta, ove ha avuto l’onore di essere titolare di una via, ha avuto anche intitolato il Museo Archeologico di Licodia Eubea (Catania).
Autore di 8 monografie, di cui l’ultima dedicata a Gortina di Creta, curatore di molte edizioni, nonché cofondatore e direttore per molti anni della rivista Libya Antiqua e direttore dell’ Annuario della Scuola Archeologica Italiana di Atene e delle Monografie relative dal 1977 al 2000.
Autore di circa 380 fra studi ed articoli scientifici riguardanti tutti i campi dell’archeologia e della storia dell’arte greca e romana ed anche l’archeologia fenicio-punica, è stato vincitore di molti premi nazionali ed internazionali.
Una biografia è stata pubblicata anche nel Dizionario Enciclopedico Italiano, II Supplemento, p. 287, e in Creta Antica XI, 2010.

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